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Olimpiadi, Mara eccezionale in doppio ma cede al terzo set

Contro le russe Safina e Kuznetsova un match d'altissimo livello ma alla fine è la fine del sogno cinese. Seppi fuori con Berdych, rimane solo la Schiavone e la milanese con la Pennetta in doppio, verso una finale Nadal contro Federer, Jankovic e le Williams favorite nel tabellone femminile

PECHINO - Nel doppio femminile la trentina Mara Santangelo e la tarantina Roberta Vinci sfiorano l’impresa contro le favoritissime russe Dinara Safina e Svetlana Kuznetsova ma finiscono per cedere per 6-1 3-6 7-5. Dopo una pessima partenza nel secondo set le azzurre ritrovano lo smalto dimostrato in Fed Cup e nel terzo set è battaglia fino al 12° gioco. Buona la prima, invece, per Francesca Schiavone e Flavia Pennetta che rifilano un doppio 6-4 alle australiane Casey Dellacqua ed Alicia Molik, quest’ultima vincitrice con Mara al Roland Garros 2007.  «Non so cosa avrei dato per poter vincere una partita alle Olimpiadi. Alla mia prima partecipazione. Sarebbe stata una cosa bellissima. Io e Roberta Vinci - afferma Mara Santangelo - ci siamo andate molto vicino. Ho ritrovato davanti ancora Dinara (la Safina sorella di Marat, che in singolo mi aveva battuto qui in Cina il giorno prima) e l’altra russa Svetlana Kuznetsova. Le numero 1. Abbiamo combattuto fino al 12° gioco del terzo set, dopo aver vinto il secondo in grande recupero. Siamo state da applausi peccato non essere riuscite a dare noi la zampata giusta e centrare un’impresa importante. D’altronde la mia è una stagione in rincorsa. Quest’esperienza olimpica è stata una grazia ricevuta. Sì perchè ho iniziato a rigiocare ad alto livello solo a metà maggio a Roma quando sono uscita da una riabilitazione lunga e faticosa per un infortunio al piede. Nel 2007 ho fatto una stagione favolosa, ho vinto in doppio lo Slam del Roland Garros, agli Internazionali, a Pattaya e Amelia Island, sono andata in finale a Los Angeles ed a Miami. È dura dover retrocedere nel ranking mondiale, è terribile dover soffrire per ritrovare il ritmo di match d’alto livello dopo essere stata 27 in singolo e tra le prime 10 in doppio. Dopo i titoli di campione del mondo nel 2006 e vice nel 2007 in Fed Cup. Come ha titolato la rivista «Chi» uscita in questa settimana ho ottenuto queste Olimpiadi grazie alla fede. In me stessa e in Dio. Sono credente e pregare mi ha aiutato molto nei momenti di difficoltà, in tutto il periodo che non giravo più il mondo e non riuscivo ad esprimermi come lo scorso anno. C’è stato un momento che quasi pensavo di mollare ma mi ha dato conforto anche il ricordo di mia madre Patrizia, che persi quando avevo 16 anni in un incidente stradale. Lei mi guarda da lassù ed è il mio angelo custode. Quando ero piccola e guardavamo in televisione il tennis le dicevo "vedrai mamma, ti prometto che un giorno anch’io diventerò una giocatrice professionista". Ho mantenuto la promessa e queste Olimpiadi mi hanno fortificato anche se non andrò all’Us Open ma mi dedicherò ad una tournèe in Asia per recuperare punti per entrare poi agli Australian Open in gennaio. In questi giorni di Pechino sono andata ad assistere alle finali di rito con l’arco e della scherma. Ho portato fortuna alla squadra degli arcieri ed alla Vezzali, che con il fioretto è stata proprio mitica. Due grandi argenti in un’atmosfera fantastica. Mi sto godendo anche il contorno di questa esperienza indimenticabile».
PECHINO - Francesca Schiavone, unica sopravvissuta azzurra in singolo (e anche in doppio con la Pennetta) si è qualificata per il terzo turno (ottavi di finale) del Torneo Olimpico di scena all’Olympic Green Tennis Centre di Pechino: la milanese ha sconfitto per 6-3 7-6 (8-6) la polacca Agnieszka Radwanska, ottava favorita del seeding, ribadendo l’esito dei due precedenti confronti diretti. Match caratterizzato da numerosi break che l’azzurra ha chiuso in un’ora e cinquantacinque minuti. Nel primo set Francesca strappa il servizio all’avversaria al quinto ed al settimo gioco: ne restituisce uno all’ottavo game ma poi chiude 6-3 strappando nuovamente la battuta alla polacca. Nella seconda frazione la Radwanska scappa avanti fino al 4-1 (break al terzo ed al quinto gioco) ma la Schiavone recupera e passa a condurre 5-4 con la possibilità di rispondere per chiudere l’incontro. La polacca non molla: aggancia l’azzurra sul cinque pari e poi le strappa il servizio all’undicesimo gioco. La Schiavone reagisce, recupera il break e si rifugia nel tie-break che finisce per aggiudicarsi per 8 punti a 6. Prossima avversaria per la “leonessa†sarà la russa Vera Zvonareva, nona testa di serie: la 23enne moscovita si è aggiudicata i sei precedenti scontri diretti, tutti peraltro con punteggi piuttosto combattuti (l’ultimo quest’anno a Doha), con la 26enne milanese.
Finisce, invece, l’avventura olimpica per il caldarese Andreas Seppi fermato dal ceco Tomas Berdych, 17ª testa di serie del tabellone, che lo ha battuto con il punteggio di 6-3 7-6 (7-4), in un’ora e 38 minuti di gioco, prendendosi la rivincita della sconfitta subita quindici giorni fa sul cemento di Cincinnati quando l’azzurro si era imposto per 7-5 al terzo set (ora il bilancio dei confronti diretti è in parità: 2-2). Dopo un primo set dominato dal ceco e chiuso velocemente per 6-3 in appena trenta minuti, nella seconda frazione l’altoatesino scappa avanti 2-0 con un break al secondo gioco: Berdych, che ora affronterà ancora il n.1 Federer a distanza di 4 anni da Atene quando piazzò la sorpresa estromettendo sua maestà, però recupera e si seguono i servizi fino al tie-break decisivo, che il 22enne di Valasske Mezirici si aggiudica per 7 punti a 4.
Era la sfida più interessante della terza giornata del torneo olimpico di Pechino: Rafa Nadal, il nuovo numero uno da lunedì prossimo, contro Lleyton Hewitt, un ex numero uno sceso in trentottesima posizione nel ranking mondiale. Pronostico rispettato: il mancino spagnolo si è imposto in due veloci set (6-1 6-2) guadagnando così la promozione al terzo turno. Se Rafa, vincitore nel 2008 di sette titoli, all’esordio con Potito Starace aveva sofferto non poco mostrando qualche sintomo di stanchezza e vincendo solo al terzo set (ieri giocava il 74° match della stagione), con Hewitt non ha sbagliato praticamente nulla aggiudicandosi il 45° degli ultimi 47 incontri disputati (32 di fila): ha perso solo a inizio maggio a Roma battuto dalle vesciche ai piedi più che dal connazionale Ferrero ed a Cincinnati a inizio agosto in semifinale sconfitto da Djokovic, nel frattempo dominando Roland Garros e Wimbledon, conquistando i titoli Atp a Barcellona, Monte Carlo, Amburgo, Queens Londra e Toronto.
Tutto facile per Roger Federer: 6-2 6-4 a Rafael Arevalo, numero 447 Atp e rappresentante del Salvador che si era sbarazzato del coreano Lee, n.96 Atp. Avanza al terzo turno il numero tre del tabellone Novak Djokovic: il serbo ha battuto il tedesco Rainer Schüttler con il punteggio di 6-4 6-2. Fuori Nicolas Massu, campione olimpico uscente: il cileno si è arreso in due set (7-6 6-1) all’argentino David Nalbandian, testa di serie numero 7. Pronostici rispettati anche nel femminile: la serba Jelena Jankovic, fresca numero uno del ranking Wta, ha sofferto solo nel primo set contro l’ucraina Alona Bondarenko: 7-5 6-1 il punteggio. Serena Williams, n.4 del seeding, ha impiegato appena 44 minuti per superare l’australiana Samantha Stosur: 6-2 6-0 per l’americana. Ha invece impiegato poco più di un’ora Venus, testa di serie numero 7, per battere la ceca Iveta Benesova per 6-1 6-4.


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