Mara, dalla tv al campo di gioco
Dopo l'operazione al piede la Santangelo si confessa al Corriere dello Sport annunciando che a fine marzo sarĂ pronta al rientro nei Challenger mentre a fine gennaio sarĂ a Cavalese alla Marcialonga
Mancherà solo lei, ed è un vero peccato. Perchè Mara Santangelo da quelle parti ha sempre ottenuto risultati importanti. Però le serve ancora un altro po' di tempo prima di ributtarsi nella mischia, in qualche Challenger ad inizio marzo. Inizia così un'intervista che la tennista di Cavalese (terra di dimora con i nonni materni) e di Roma (terra di residenza) ha rilasciato al quotidiano sportivo “Il Corriere dello sport-Stadio” mercoledì 13 gennaio. E così prosegue: la Santangelo dovrà accontentarsi di vedere gli Australian Open alla tv. Peccato si diceva, infatti nel 2004 la biondissima dell'Italtennis è stata fermata solo da Justine Henin, allora n.1 al mondo e rientrata proprio in questo 2010 dopo un anno sabbatico.
Nel 2004 Mara si rivelò agli occhi del mondo, gazzella micidiale con il rovescio bimane e dalle grandi doti di colpo al volo con un servizio molto efficace, giungendo fino agli ottavi del suo primo Slam in carriera dopo un filotto di sei vittorie iniziato nelle qualificazioni. Nell'emisfero australe è stata semifinalista ad Hobart nel 2006 ed ha vinto il doppio ad Auckland nel 2009 nell'anno del ritorno alle gare dopo un anno travagliato per quel nervo maledetto che s'è infiammato al piede tanto da degenerare in morbo di Norton. Un'operazione ad Arezzo e una lunga convalescenza.
Purtroppo il riacutizzarsi del dolore. Mara voleva tornare ai livelli del 2007 quando attorno a Wimbledon piazzo il best ranking al numero 27 al mondo e poi finì al numero 36 in singolare quell'anno fantastico che era stato avviato da un altrettanto buon 2006 culminato nella conquista della Federation Cup on Belgio a fianco di Pennetta, Schiavone, Vinci e Garbin. In quell'anno anche la grande conquista del titolo dello Slam di doppio, con Mara a finire tra le prime dieci delle specialiste Wta, al Roland Garros a fianco dell'australiana Molik, unica azzurra nella storia del tennis italiano.
Nel 2008 partecipò anche all'Olimpiade di Pechino dopo uno Wimbledon e gli Internazionali di Roma che segnarono il suo rientro non perfetto. In Cina trovò due volte, in singolo e anche in doppio, la robusta russa Safina. Qualche trionfo nei Challenger Wta tra cui Ortisei e Biella poi ancora dolore al piede tanto da doversi accontentare in questo 2009 di un rientro poco proficuo con classifica protetta e l'abbandono ancora dei campi di tennis per dedicarsi alle cure ma anche al beach tennis, infatti sulla sabbia sentiva molto meno male tanto da laurearsi campionessa europea a Cagliari a fianco di Laura Olivieri.
Poi la sfida di tornare sotto i ferri – si legge nell'intervista al Corriere – e ripartire praticamente da zero nel circuito da numero 346 Wta: “Non faccio programmi, ma non vedo l'ora di ricominciare”. Nel periodo di convalescenza prima e di rieducazione poi la santangelo ha sfruttato le sue doti di comunicativa e di versatilità collaborando per la tv Supertennis, quella della Federazione, intervistando le compagne nel trionfo alla Federation Cup di Reggio Calabria contro gli Usa e tanti colleghi maschi e femmine durante i campionati della serie A a squadre a Bra (Cuneo).
Entrata a far parte della scuderia di Federica Pellegrini, la campionessa del nuoto (“Abbiamo lo stesso procuratore Marco Del Checcolo, non ci siamo ancora incontrate ma spero accada presto”), Mara ha partecipato anche alla trasmissione “Quelli che il calcio” sempre per Rai Due in occasione della Fed Cup. Su SuperTennis Mara è ospite fissa al talk show del martedì sera e sempre in tv è commentatrice tecnica (per il torneo di Auckland ha avuto la Pennetta come finalista). Per il resto ha posato per un servizio fotografico – ricorda l'intervista firmata Mario Viggiani – per una rivista femminile e si è tolta lo sfizio di salire sul cupolone a Roma con la nonna Rosanna e la sorella Gaia. E alla fine del mese presenzierà alla sua Marcialonga tra le montagne del Trentino, sabato e domenica 30 e 31 gennaio, a Cavalese, all'ombra del Cermis. “Da piccola ero brava, nello sci di fondo stavo per entrare nel giro delle giovanili azzurre. Poi con il maestro Sartori, padre di Max che allena Andreas Seppi, ho incontrato il tennis, ed ho scelto la racchetta. Anche perchè odio il freddo...”.




