Agosto 2010 - La tempesta dopo la vittoria
Francesca Schiavone trionfa al Roland Garros. Seguono interviste, ospitate in tv, servizi fotografici. Poi da quello storico 5 giugno solo un paio di comparsate in campo con due sconfitte. Ingiuste però le critiche. La fase è delicata e il contraccolpo più che umano
2010-08-01 to 2010-09-01
Premesso che mi ci vorrei trovare io con i “problemi” di Francesca in questo momento, credo che la fase di assestamento che sta vivendo la “Schiavo” sia davvero molto particolare.
Non è semplice per una persona non abituata a un certo tipo di “eventi eccezionali”, come è stata per lei la strepitosa vittoria al Roland Garros, trovarsi improvvisamente a fronteggiare pressioni su pressioni, di qualunque genere.
Dalle continue e insistenti richieste della stampa, per cui sei diventato un tesoro inesauribile, l’oggetto del desiderio, ai preziosi contatti con gli sponsor, che fanno a gara per salire sul carro del vincitore - per chi ha già un contratto - o per avvicinarsi se prima la collaborazione non esisteva.
Sul versante sportivo l’attenzione cresce e le aspettative lievitano, anche se il tuo valore come atleta è sempre quello di due settimane prima. Il segreto in questi casi - facile a dirsi, lo so - è riuscire a mantenere la concentrazione e la tranquillità di sempre. Del resto Francesca questo problema l’ha colto immediatamente. E’ stata lei la prima a dire, dopo la sconfitta a Wimbledon, che avrebbe dovuto prendere lezioni da Federer e Nadal su come gestire vittorie tanto importanti.
Con questo non voglio criticarla in alcun modo. Credo abbia fatto bene a viversi questo momento di gloria; chi di noi non l’avrebbe fatto? Per come la conosco so che è una persona inquadrata, determinata, e rimettendosi al lavoro non avrà difficoltà a recuperare l’ottima condizione fisica, tecnica e mentale.
Credo che il modo migliore per rimanere “sulla palla” sia quello di porsi obiettivi di gioco, senza considerare punti da difendere o singoli risultati. Per fare questo dovrà cercare di ritrovare l’energia e la voglia di divertirsi provata al Roland Garros.
Ecco perché la pausaallenamento a Tirrenia in preparazione del cemento americano è strategica: lontana dai riflettori ancora per qualche settimana, concentrata solo su di sé, a ritrovare sensazioni positive. A livello di programmazione non credo debba cambiare le carte in corsa. Sarebbe sbagliato pensare di evitare tornei piccoli, se prima previsti, a causa della vittoria a Parigi. L
a testa deve rimanere la stessa. In questo delicato momento credo che se dovesse porsi come obiettivo di concludere la stagione da Top 10 o la qualificazione al Masters finale sarebbe il modo migliore per non riuscirci.
Meglio che consideri ogni singolo appuntamento, senza guardare oltre. Ora è il tempo del cemento americano.
E’ una superficie che le piace e su cui si può esprimere a grandi livelli. In più non difende punti, perché lo scorso anno, a eccezione dello Us Open (ottavi), ha collezionato una serie di primi turni oggi preziosissimi. Situazione ottimale per una nuova ripartenza.




