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Giugno 2008: La sconfitta piĂą bella

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Tutto mi sarei aspettata tranne che il mio riavvicinamento alle competizioni passasse per un microfono e una telecamera.


2008-06-01 - 13:30 / 13:30

 

A fine aprile, quando ancora non ero tornata ufficialmente in campo, mi è capitata la piacevolissima esperienza di affiancare Giampiero Galeazzi in una telecronaca. L’occasione è stata l’incontro di Fed Cup tra Italia e Ucraina.

Mi trovavo a Olbia per ultimare la preparazione insieme a Giampaolo (Coppo, il suo coach, ndr) e Marco (Panichi, il suo preparatore atletico, ndr), entrambi parte del team nazionale e, per ingannare il tempo, sono stata “ingaggiata” da Giampiero.

Il primo giorno, devo ammettere, ci sono stati alcuni attimi di imbarazzo; d’altra parte era la prima volta che commentavo per il pubblico e le osservazioni suscitate dalla partita, specie quando si è molto coinvolti, non sono sempre ammesse davanti a un microfono.

Vi voglio raccontare un episodio divertente. Prima giornata di gara: è ora di pranzo e mi allontano per mangiare qualcosa. Al mio ritorno Giampiero mi rimprovera in diretta di non avergli nemmeno portato un panino e io, senza pensare, gli rispondo: “L’ho fatto solo per il tuo bene!”.

Su questo fatto abbiamo scherzato tutte e due i giorni: Galeazzi è un compagno straordinario per queste situazioni. Naturalmente l’evento del mese è stato il mio ritorno sui campi. Inizialmente avevo pensato di ricominciare con il torneo di Praga, per tirare qualche colpo “ufficiale” prima di Roma.

Poi però il fisico mi ha ostacolato ancora una volta. In tanti mi hanno spiegato che, dopo uno stop così lungo, bisogna mettere in conto una serie di piccoli incidenti di percorso. Si riprendono gli allenamenti, il corpo non è più abituato a essere sollecitato a quelle intensità ed ecco che spunta il dolore alla spalla, la contrattura alla coscia, l’indolenzimento alla schiena. In queste condizioni, non potevo proprio giocare, ma sono stata comunque costretta dalla nuova regola Wta ad andare a Praga per farmi visitare dal medico del torneo.

Credo che dipenda dai frequenti ritiri dell’ultima ora. Se ci si cancella oltre il venerdì, a torneo di qualificazioni già avviato, la Wta obbliga a dimostrare il motivo dell’abbandono, o, in alternativa, a pagare una multa che varia naturalmente a seconda della propria posizione in classifica. Per farla breve, volo a Praga, vedo il medico, visito il centro città e ritorno a Roma.

E finalmente arrivano gli Internazionali. Preciso che la scelta di partecipare al Foro è dovuta soltanto al fatto di giocare davanti al mio pubblico. Per nessun altro motivo avrei potuto prendere una decisione simile. Sapevo di non essere nella migliore condizione ma dopo quello che ho passato, lontana per 8 mesi dalla mia vita, le critiche di chi mi ha visto giocare erano l’ultimo dei miei problemi.

Avevo in testa solo il momento negativo e pensavo a quanto ero fortunata a essere di nuovo in campo perchè, nel momento più buio, non sapevo nemmeno se sarei tornata. Ora mi attende il Roland Garros.

Sarò in tabellone senza dover ricorrere allo special ranking. Mi servirĂ  giocare qualche match per cercare di entrare in palla e il torneo di doppio, a questo scopo, sarĂ  fondamentale. La prima vittoria avrĂ  un sapore dolcissimo. 


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